Poesia di S. Placida

Madre,

quando sarà giunta la sera

e, Egli dirà:

“passiamo all’altra riva”,

in quella traversata nella notte

la luce del tuo Volto

mi sia guida.

Fa che io possa vedere

All’altra sponda,

le tue braccia protese

a dolce invito;

le tue braccia di madre tenerissima,

che mi accolgono

in quella nuova vita.

Tu carne nostra!

Nella nostra carne glorificata in Dio.

Tu luce 

nella luce dell’Altissimo,

per Te

possa incontrare Cristo,

Gioia mia,

e dalla sua bellezza inebriata

io mi inabissi in DIO.

Suor Placida

Poesia  scritta da Sr. M. Placida Cesareo  (1974, Festa dell’Assunta)

 

Responses

  1. UNA BELLA POESIA SENTITA.CON IL CUORE. AVERLA LETTA PER IL SUO FUNERALE NON DEVE ESSERE STATO FACILE, E TROPPO COMMOVENTE ,TROPPO VERA.SONO SICURA CHE DALL’ALTRA SPONDA C’ERA LA MADRE DI DIO AD ACCOGIERLA ,ERA UN DESIDERIO CHE NON POTEVA NON AVVERARSI

  2. Questa poesia, Sr. Placida desiderava che fosse letta ai suoi funerali… e fu un momento molto commovente…


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