Pubblicato da: LionCarmenParma85 | maggio 31, 2008

ANNA MARIA ADORNI AL SERVIZIO DEI PIU’ DEBOLI di Maria Placida Cesareo -8-

Parte VIII

Conclusione

 

            Cosi passò questa donna, stimata e amata, derisa e disprezzata. Essa si incarnò nella storia di Parma: in quella mai scritta, quella dei sobborghi e dei tuguri; una storia vissuta a contatto con diverse realtà e nei diversi stati di vita.

            L’operato di madre Adorni, silenzioso e discreto, fu una vera azione cristiano – sociale. Contribuì a sanare i costumi e la cultura della città. Tolse dall’emarginazione e dallo sfruttamento tante giovani donne e madri; diede una casa e tanto affetto alle piccole monelle della strada; e, perché no? diede uno scopo alla vita di molte dame della nobiltà parmense dei suoi tempi, trascinandole più con l’esempio che con le parole ad amare come sorelle in Cristo le persone più misere ed emarginate.

            Nel 1940 presso la Curia di Parma fu istruito il Processo informativo sulla fama di santità e sulle virtù della Serva di Dio Anna Maria Adorni e nel 1953 fu celebrato il Processo apostolico.

            Il 6 febbraio 1968 Sua Santità Paolo VI dichiarava constare dai Processi che “Anna Maria Adorni, vedova Botti, aveva esercitato in grado eroico le virtù teologali, ecc. e la insigniva del titolo di Venerabile».

            Recita il decreto:

 

            «Consacrata in tutto alla carità per vocazione ed opere, (Anna Maria Adorni) senti intensamente come suo maggiore impegno, di ripetere in sé l’immagine del Salvatore, veramente felice allorquando, divenuta un Vangelo vivente, abbracciava nella carità tutti quelli che soffrivano nel corpo e nello spirito e li affidava all’amore di Cristo».[1]

            La famiglia religiosa fondata dalla ven. Anna Maria Adorni, dopo un intermezzo abbastanza lungo di vita claustrale, si apri di nuovo alle necessità dei tempi. Nel 1925 il b. Guido Maria Conforti vescovo di Parma, approvava le nuove costituzioni conformi alle norme del diritto canonico vigente, e dava un nome definitivo alla congregazione: quello di “Ancelle dell’Immacolata di Parma”.

            Le Ancelle continuano l’apostolato della Fondatrice, dedicandosi alle persone più emarginate. Recentemente hanno aperto una casa in Romania, per dedicarsi alla fanciullezza e all’infanzia più abbandonata.

 

 

Estratto da – RVENNATENSIA – XVIII – Cesena -2001

***Redazione on line a cura di Carmen Minutoli


[1] Vedi Decreto della S. Congregazione per le Cause dei Santi in: ADORNI, op. cit., Appendice pp. 219 – 224.

 


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