Madre,
quando sarà giunta la sera
e, Egli dirà:
“passiamo all’altra riva”,
in quella traversata nella notte
la luce del tuo Volto
mi sia guida.
Fa che io possa vedere
All’altra sponda,
le tue braccia protese
a dolce invito;
le tue braccia di madre tenerissima,
che mi accolgono
in quella nuova vita.
Tu carne nostra!
Nella nostra carne glorificata in Dio.
Tu luce
nella luce dell’Altissimo,
per Te
possa incontrare Cristo,
Gioia mia,
e dalla sua bellezza inebriata
io mi inabissi in DIO.
Poesia scritta da Sr. M. Placida Cesareo (1974, Festa dell’Assunta)

UNA BELLA POESIA SENTITA.CON IL CUORE. AVERLA LETTA PER IL SUO FUNERALE NON DEVE ESSERE STATO FACILE, E TROPPO COMMOVENTE ,TROPPO VERA.SONO SICURA CHE DALL’ALTRA SPONDA C’ERA LA MADRE DI DIO AD ACCOGIERLA ,ERA UN DESIDERIO CHE NON POTEVA NON AVVERARSI
Da: Alba su aprile 4, 2010
alle 10:35 pm
Questa poesia, Sr. Placida desiderava che fosse letta ai suoi funerali… e fu un momento molto commovente…
Da: Sr. Maddalena su gennaio 31, 2010
alle 10:59 am